Visualizzazione post con etichetta fulvio d'ascola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fulvio d'ascola. Mostra tutti i post

giovedì 2 giugno 2011

RINO GAETANO,via Nomentana 2 giugno 1981,la fine della vita,l’inizio del Mito.

Notte del 2 giugno 1981,una Roma sonnolenta è svegliata da un forte botto nella via Nomentana.Una Volvo 343 si schianta contro un camion,il conducente è gravissimo, muore in ospedale per le gravissime ferite,a pochi giorni dalla data del suo matrimonio. Il conducente si chiama Salvatore Antonio Gaetano,nato a Crotone il 29 ottobre 1950,professione cantautore. Sono passati tre decenni dalla scomparsa e Rino Gaetano vive nella grandezza della Musica. I suoi esordi al Folkstudio di Roma tra Venditti e De Gregori e la fucina di talenti della scuderia discografica della “It” di Vincenzo Micocci,sono i primi passi per un ragazzo calabrese che nel 1973,anni in cui il pop melodico e poetico italiano degli Alunni del Sole ,divideva gli scenari con il Prog di Pfm,Osanna,Banco del Mutuo Soccorso,Orme ed i primi vagiti dei cantautori. Il suo primo album “Ingresso libero” nel 1974,contiene perle come “Ad esempio a me piace il sud” e “I tuoi occhi sono pieni di sale” ,ma il successo arriva l’anno successivo con il 45 giri “Il cielo è sempre più blu”.
Il suo modo di cantare è in antitesi con lo stile di interpreti classici quali Al Bano,Nicola Di Bari,Gianni Morandi,la sua intonazione non è delle migliori,ma la sua forza sono i testi,il suo modo un po’ “spiancicato” del mostrarsi,Rino Gaetano trasuda anima ,ironia,leggera protesta verso una società italiana che attraversa gli anni del compromesso storico,di post strategia della tensione,del perdersi tra le righe del sessantotto,in una crisi entrante nell’austerity delle domeniche senza auto .Anni bui per l’Italia,le sue canzoni iniziano ad avere una grande presa tra i giovani “« C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta. ».Queste erano le parole pronunciate prima di un concerto negli anni della sua massima notorietà. Il successo arriva nel 1978 con la ribalta del Festival di Sanremo,”Gianna” conquista il podio,dietro Matia Bazar ed Anna Oxa,mostri sacri della musica italiana di quei tempi,ma diventa dirompente con “Nuntereggae più”,una canzone in stile con la musica di Bob Marley che spopolava quell’anno ed un testo che era un lungo elenco di nomi di personaggi,di uomini politici,dello sport e dello spettacolo che allora erano sulle prime pagine dei giornali .Il tempo inesorabile è come un fiume che scava il letto,è inutile perdersi in elogi ed elegie per un artista,anche il senso dell’Arte può essere ribaltato,quando gli estetismi diventano parole,cappello a cilindro,un cane a guinzaglio ed un viso non da rock star. Rino Gaetano era tutto questo,vero,originale,andava dritto al senso delle cose.Il cantautore colpiva per il suo modo di essere,un corpo estraneo ,diverso dai politici Guccini,Lolli,dei romani De Gregori,Venditti,dal sentimentale Baglioni.Lui cantava di sud,di viole che sfiorivano,di operai della Fiat ,di paesaggi e luoghi,di stanze,di contadini,di zappe,di vanghe. Nulla resta di fisico,ma tantissimo rimane nell’aria,nel cielo sempre più blu,perché mio fratello è figlio unico,l’arte,la musica,le emozioni di Rino Gaetano sono sempre lì,da cogliere ,ma senza occhi pieni di sale.
2 giugno 1981,via Nomentana Roma,una Volvo 343 si schianta contro un camion…..

sabato 21 maggio 2011

Il fascino dei grammofoni e del vinile in un mio reportage,

mercoledì 7 aprile 2010

Camminando...walking away

La primavera ti induce a misurarti con il vento ed il sole in una lotta che nasce dal torpore,dall'essere sobbalzato da ora legale ,profumi nell'aria e nuovi giorni.Camminando..Inizi a conquistare l'asfalto ,a conquistare la città o restarne vittima.Di marciapiedi strozzati da auto in sosta selvaggia per un caffè o strisce pedonali che sono optional per qualcuno."Walkin' away" ,ricordo Roma anni fa,nel centro storico era un ammasso di gente che camminava con i lettori mp3 e le cuffiette che sparavano musica nelle orecchie.Come alieni alla conquista di un pianeta di una posizione migliore per guardare le vetrine o per correre nell'ultimo salto dentro i treni della Metro.La mia fortuna è il mare,l'azzurro che si concede ai miei occhi,l'orizzonte di case e montagne della Sicilia di fronte,il rumore delle onde e il vento che sibila sulle vele chiuse sulla riva.
I passi sono svelti,scendono scale,giocano fermi sul tapis roulant,conquistano metri su metri.Alzo gli occhi e vedo facciate di palazzi antichi e fichi d'india che nascono da parapetti consumati.Quanto la natura può sovrastare l'opera umana,vince il cemento,vince il tempo.Il lungomare è stillicidio di vento e di uomini e donnne che corrono,adolescenti innamorati mano nella mano che camminano o si raccontano le ultime parole su una panchina di fronte al mare.Mi piace camminare,ascoltando il rumore del mondo,il disordinato caos che significa vita.Troppo ordine può far male,la mia mente vola a un mio periodo in Norvegia.Tutto perfetto,tutto in ordine,tutto a posto,ma con una percentuale di suicidi altissima...Troppa noia e solitudine nei giorni grigi scandinavi.
Cammino.....
Salite,discese,incroci,scale,vetrine di negozi che rispecchiano il mio andare ,vagando e riscoprendo l'essenza delle piccole cose che a volte abbandoniamo

venerdì 22 gennaio 2010

Gli aerei per Reggio Calabria.............

Vivere di vento,di brezza di mare e di colori dei tramonti che giocano tra nuvole ed orli di montagne.Vivere di sguardi oltre la ringhiera del lungomare,vivere di voci ed urla di venditori di mercatini rionali.Vivere di suoni di clacson di macchine in fila ai semafori.Vivere qui,in un luogo che sa d'incanto,culla di antiche tradizioni ,panorami mozzafiato in trentadue chilometri passi dal mare all'incantato Aspromonte,1920 mt di altitudine.
Cosa c'è di meglio ? C'è un marchio,che da tempo ti segue,che cambia denominazione.Anni settanta Reggio Calabria è FASCISTA ! L'arco costituzionale,il potere la vuole e la dipinge così,tutta colpa di una rivolta di popolo nel 1970,cavalcata da qualcuno e per alcuni storici vista come microlaboratorio dell'eversione di destra.Partirono i treni,finanziati dai partiti dalla triplice sindacale,un fiume prezzolato di bandiere rosse,gente che protestava contro la Reggio Fascista...Arrivarono i "Treni per Reggio Calabria",ne fecero anche una canzone ,tale Marini Giovanna,cantautrice rossa....I decenni corrono in fretta,si sbriciola l'ideologia,si rincorre e diventa grande la commistione politica,mafia,ndrangheta,massoneria,industria.
Nuovo millennio,la 'ndrangheta inizia a perdere uomini di peso,un governo di destra cattura latitanti,confisca i beni,inizia ad allarmare ,inizia ad alterare il forte equilibrio.Iniziano gli atti dimostrativi,ma lo Stato mostra di esistere,si alza il tiro con la rivolta etnica contro i fratelli "colored" che stanno a Rosarno.Lo Stato risponde,in una settimana le massime cariche sono qui..
Cambiano i tempi,arriva il Ministro della Giustizia,Il Ministro dell'Interno,il Presidente della Repubblica,i telegiornali aprono le News con titoli dalla mia città.Duecentocinquantamila cuori,volti,anime,infangati da delinquentelli targati "Ndrina",da nullafacenti che vivono di usura,da trafficanti di rifiuti tossici e di droga.. Arrivano,arrivano i politici ,tutti bravi,tutti buoni,tutti belli...
Ma la subcultura mafiosa esiste,le nuove generazioni sapranno scrollarsi un modo negativo di pensare,non bastano parole e proclami ma realizzare una rivoluzione culturale.Il 28 gennaio Consiglio dei Ministri nella mia città..
Continueranno ad arrivare gli aerei per Reggio Calabria

martedì 12 gennaio 2010

MY EVER CHANGING MOODS..i miei umori sempre mutevoli

La luce del giorno sfuma al chiaro di luna - è il mio momento migliore .
Mi esalto per come vanno le cose - ammiro tutto il resto
La brezza prima del tepore
La calma dopo la tempesta
Vorrei rimanere qua per sempre -nutrirmi ancora di questa bellezza
Ma sono intrappolato in un tornado di umori sempre mutevoli

L'amaro diventa zucchero - e c'è chi canta una canzone di rassegnazione
Ma quando le cose torneranno dolci - per me sarà anche troppo tardi ;
La quiete prima del silenzio
I venti dopo l'incendio
Forse un giorno potremo agire tutti insieme -allora i caporioni saranno processati
Ma oggi siamo intrappolati in un deserto di umori sempre mutevoli

Ora i bambini versano lacrime - eppure non hanno mai avuto il tempo
di commettere quei peccati per cui debbono pagare -altri sono i colpevoli
L'amore dopo l'odio
L'amore che lasciamo troppo tardi
Forse un giorno ci risveglieremo -finalmente pronti ad agire
Ma oggi siamo catturati dai giorni che passano e dai nostri umori sempre mutevoli

Il male si avvinghia alle statue - e le masse si mettono in riga
Ma io saprei dove scappare se potessi scegliere
Il passato significa conoscenza - le colpe del presente sono solo nostre
E il futuro lo rimandiamo sempre più in là
Forse un giorno riacquisteremo la ragione e toglieremo la maschera
A chi ci confonde e ci ispira questi umori sempre mutevoli

PAUL WELLER - MY EVER CHANGING MOODS
CAFE BLUE album 1983 Polydor records

..mai canzone fu così profetica

mercoledì 11 novembre 2009

La solitudine dell'ala destra....

Anni su anni,pagine,libri,immagini. Un terreno di gioco è sempre un tappeto verde di calcio,spesso in terra battuta,un rettangolo che accompagna molti miei anni giocati e lo accompagna ancora.Disteso come lenzuolo al sole,con vista dalla mia tribuna stampa. La solitudine dell'ala destra.Una metafora,un dinoccolante andare lungo la linea laterale. Lontano dal centro del gioco,quasi fermo ad aspettare un pallone,per poi correre,correre,correre....Quanti ali destre ci sono oggi .Tante,troppi ali destre in solitudine.
Ai margini del campo,persone che hanno spezzato cuori ed illusioni,che fuggono ,che non ascoltano più canzoni,che rubano attimi.La solitudine dell'ala destra ha i colori di chi non lavora,di chi cade e si rialza ,di chi ha l'anima macchiata,di chi si comprime nell'oblio dei tempi.Fermi a pensare, a guardare scorrere il pallone a centrocampo.Correndo lungo la linea laterale per accarezzarne il cuoio con le scarpette e cercare di rilanciarlo al centro.La solitudine dell'ala destra è nelle notti confuse e abbandonate,nelle panchine dei clochard,nelle stanze isolate del sesso.Fuori dal fulcro del gioco,dei tempi veloci,delle immagini colorate .
Non sarà una partita da giocare su terreni di erba verde,da scrivere in note di cronaca nei block notes.E' la gara dei sogni ,delle illusioni e delle realtà ,in questa lunghissima partita dove ci sono vincitori e vinti,ma anche equilibri instabili.Una voce risuona nella mente,un triplice fischio che chiude i tempi.La nostra partita continua,anni su anni,pagine,libri ed immagini,tutti corrono verso un pallone colorato chiamato desiderio,mentre è sempre là,accanto la linea laterale ad aspettare...
...in solitudine l'ala destra.....

lunedì 19 ottobre 2009

Scritti su carta....

L'odore della carta si perde nelle stanze,sembra essere un profumo perduto.Scaffali,librerie,giornali,quaderni,diari,tutto rimane fermo nel tempo e nello spazio.Parole,fotografie,disegni.Come le idee improvvise in qualche parte del mondo,acquarelli abbozzati o progetti che iniziano,liste di cose da fare. Quando la mente vaga e leggi su un foglio di carta,impresso dall'acqua ".... volando leggere con l'aiuto del vento,le foglie dorate annunciano l'autunno,incorreggibili e birichine si rincorrono sui prati..." .Qualcuno è passato da li ed ha lasciato su carta un pensiero.A volte nelle giornate c'è un attimo,il momento che mi porta a lasciare tracce di me con lo scrivere.L'inchiostro disegna traiettorie,su pezzi di carta che trovi.Può essere un foglio bianco,lo spazio non scritto della pubblicità su un quotidiano,un fazzoletto di carta,un tovaglionino colorato del bar.Rimane impresso un pensiero,una frase,tanti frasi,potrebbe essere una canzone o una dolce sinfonia,invece è solo una parte di noi che rimane impressa nel tempo.Su un foglio di carta che non scolora,che nessun virus elettronico cancellerà.....


giovedì 15 ottobre 2009

Venditti ,la Calabria,parole tra un sopravvissuto alle canzoni ed tra i "qui si campa d'aria".

Parole,titoli,video,prime pagine di giornali ,non mancano gli spunti ed i commenti.Antonello Venditti e la Calabria,mai argomento fu di tanto interesse sociologico,di indignazione popolare,di sommovimenti di social network.Frasi sparse e senza senso, in un concerto delll'estate 2008 in Sicilia,forse quando non c'è più nulla di creativo da decenni ed alla musica si sostituiscono i sermoni.Guai a chi regala sermoni,a chi usa la retorica,che arte fu di comunicazione nell'antica Roma.Antonello Venditti parla di una Calabria che non dovrebbe esistere e si rivolge a Dio,narra di uno studente reggino che su una nave va in Sicilia leggendo un giornale ed afferma-parole del cantautore romano-che li,solo li esiste cultura.Parole sparse,parole sbagliate,parole che si ripetono come le retoriche retrospettive "rosse " nelle sue canzoni da "Modena" ancora a "Caro Enrico" o "Comunisti al sole"...Ma il bello della storia deve arrivare.Venditti diventa il " male assoluto",ha sbagliato a pronunciare quelle frasi e crea intorno a se uno strano amalgamarsi delle coscienze.
Un trasversalismo mai visto,associazioni,sindaci,onorevoli,comuni,liberi cittadini,tutti contro di lui.La difesa del cantautore è ancora più "fregnona" .."Io amo la Calabria,le frasi sono state estrapolate è un vecchio concerto del 2008.." Cosa accade adesso ?
Si ribaltano i ruoli con la mediazione di giornalisti è siglata la pace con il "mio" sindaco di Reggio Scopelliti-candidato a governatore della Calabria per il PDL- strette di mano,tarallucci e vino di Tramontana e la promessa di Antonello Venditti di venire in città per un intervista pubblica mediata da Pierluigi Diaco .
Non finisce qui.La farsa continua,il sindaco di Reggio ha sancito la pace che teneva sospesi milioni di calabresi ed il governatore della regione Don Agazio Loiero .anima clientelare scudocrociata- che fa ?
E' anche lui a Roma e stringe la mano al cantautore,siamo tutti contenti.E' bello,"peace and love" .Il mio pensiero vaga sulla fine di questa storia .Grande operazione di marketing! Antonello Venditti da "demone" ,ormai pensionato della creatività e della musica,diventa testimonial della Regione Calabria, tirato per la giacca dai politici.Bella visibilità,escono in due vincenti:Venditti che si scusa e tende la mano,Scopelliti che incassa un incontro spot con Diaco e il cantautore a Reggio Calabria.Don Agazio Loiero è sempre ancora più goffo e scivola dagli specchi in cui cerca di arrampicarsi.Che bella storia !
Federica Monteleone,Natale De Grazia,Antonino Scopelliti,Gianluca Congiusta,si rivoltano nell'aldilà...
Ndrangheta,sanità allo sfasco,ecomafie,disoccupazione,rifiuti tossici,clientelismo,comunicazione giornalistica votata alle agenzie pubblicitarie,abusivismo,A3,SS 106,SS118...
Qua si campa d'aria....



martedì 13 ottobre 2009

IL TEMPO DI UNA CANZONE


Si diffonde , invade le strade,le case,non ha ostacoli ,non ha luoghi .Fermi ad aspettare il trascorrere del giorno,di corsa sulla giostra della vita ,come suono di carillon danzante . Immagini riflesse che si fermano,ripartono e girano intorno ai pensieri. Fogli di giornali ,libri e quaderni scoloriti dal sole delle estati,foglie di albero cadute che baciano i marciapiedi ,fumi di caldarroste d’ottobre .Tutto intorno si trasforma ,guardi fuori e vedi davanzali di vento ,con i panni stesi al sole che si abbracciano alle ringhiere dei balconi ,ritmi lenti d’autunno.
Sorridi ,scendi le scale e camminando nei mercati i colori delle spezie sono come tele distese.Tessuti indiani,piccoli oggetti di giada ,frutti di stagione e i rumori…i passi della gente,gli sguardi malandrini. Si diffonde,invade le strade,le case,non ha ostacoli,non ha luoghi.E’ tutto il tempo di una canzone.....

domenica 11 ottobre 2009

14 luglio 1970

L'odore acre dei lacrimogeni è un continuo ripetersi,senti colpi di fucile all'esterno,vedi correre giovani che scappano dalle traverse,arrivano i carri armati ,vittime innocenti si stendono sul selciato.Il clientelismo politico coglie i suoi frutti ed un sussulto orgoglioso di popolo unisce donne,bambini,operai,dirig
enti,industriali.Reggio capoluogo è il collante ideale ,lo scippo di Catanzaro capitale di Regione è una manovra politica targata Mancini (ministro del governo) e Misasi..
Un unico blocco omogeneo che si cela dietro le barricate ..14 luglio 1970,sembra un filmato visto in questi giorni in tv,dall'Iran,dai luoghi lontani da noi ,quando la rivolta di popolo diventa scontro verso il Potere.
14 luglio 1970,le strade si chiudono con pezzi di cemento,copertoni bruciati,auto capovolte,la città si piega su se stessa. Pietre , cortei ,urla e rincorse ,BOIA CHI MOLLA è lo slogan che dal Sud risale l'Italia,contro il governo ,contro i nemici Mancini ,Misasi e Pucci...Tutto si ferma per un anno , le notti sono risvegli di bombe,auto con i megafoni incitano allo sciopero generale .Da una finestra in una traversa del viale ,mi arrampico e vedo gente scappare,correre ,inseguita dai celerini ed aspetto che mio padre mi venga a riprendere dalla nonna .14 luglio 1970 ,nella mia mente di bambino ,ritornano le notizie di un telegiornale del Primo Canale , con il sottofondo di "Fiori rosa,fiori di pesco" di Battisti ,si parla di una bomba in una banca di Milano ed immagini di corpi straziati sul pavimento .Indelebili immagini in bianco e nero....La sirena del Deposito Locomotive delle F.S. suona e cadenza i tempi di lavoro e riposo e si intreccia con quella delle camionette della Polizia .Vittime innocenti aumentano il bollettino di cronaca,lo Stato vince la Rivolta con i Carri Armati !!! 14 luglio 1970 ,unica icona indissolubile il Quadro della Madonna della Consolazione ,che è portata in processione,che solca le strade invase dal popolo,che unisce le differenze ed allontana la politica,nelle immagini di carta che si ripetono e si rivedono...

14 luglio 2009 ,siamo vittime della globalizzazione intellettuale,effimere voglie ,Reggio Calabria Città Metropolitana ,che nel Federalismo ha grande autonomia riscatta e vince la Storia....
(Il video allegato è stato mandato durante uno spettacolo teatrale da me realizzato al teatro Cilea di Reggio Calabria
"Evviva Maria.I Moti di Reggio del 170 " )



sabato 10 ottobre 2009

Duomo di Messina,tricolore e palloncini..No Time To Live..

Entrano ad uno ad uno ,un percorso a ritroso ,a fine settembre erano in un altro luogo.Sorridevano,giocavan
o,lavoravano,ognuno con la sua età ed i suoi tempi ed i modi del vivere.
Guardavano la montagna sopra le case,tempo fa era successo quello che decide la natura:riprendersi gli spazi.
La pioggia forte bagnava il terreno,gli alberi sradicati lasciavano l'erba da sola,il cemento diventava il nuovo compagno di giochi.Pioggia,tanta pioggia e via così.A valle arrivò il fango,danni alle case,alle cose e la gente fuggiva via.
Benedetto un giorno decise di costruire una casa,per se ,per i figli,ma com'era difficile farlo a Giampilieri,terreno scosceso,"..forse il luogo migliore è vicino alla montagna,con una ruspa togliamo il terreno ed andiamo verso l'alveo del fiume."Passarono gli anni,il fiume fu interrato ed in poco spazio l'acqua confluiva verso il mare .
Giuseppe un giorno pensò di costruire una casa,"..è bello il terreno qui dove c'era un letto di torrente, è spazioso e pianeggiante".Ci costruì un palazzo.L'estate era calda,gli incendi bruciavano tutto..e gli alberi diventarono cenere.La montagna,il verde,il fiume volevano tornare quelli di un tempo,lanciarono un segnale,ma gli uomini continuarono nelle loro corse.Seduti nelle poltrone di città o su banchi del potere,non capiscono,il loro cuore è chiuso al rispetto,l'oscuro signore del caos è il loro spirito guida.
Passano gli anni...
E' tardi questa sera,il calendario segna l'inizio di ottobre e piove,piove,piove....
L'acqua si trasforma in fango,la natura decade sulle case,porta via tutto ed il percorso di venticinque persone è al contrario della vita .Le solite divise,i soliti volontari,le solite luci delle fotoelettriche,sirene,rumori sordi,cani che abbiano,sono gli scenari della tragedia.Spazzate via in un attimo,come "foglie di autunno sugli alberi",come scrisse un poeta...
Dieci giorni dopo entrano in chiesa,nel mio sud accanto ,mi fermo un attimo a pensare a quanto infinitesimo è il nostro posto nell'universo ,mentre nel Duomo di Messina ci sono bandiere tricolori e bianchi palloncini...
NO TIME TO LIVE !!!