mercoledì 11 novembre 2009

La solitudine dell'ala destra....

Anni su anni,pagine,libri,immagini. Un terreno di gioco è sempre un tappeto verde di calcio,spesso in terra battuta,un rettangolo che accompagna molti miei anni giocati e lo accompagna ancora.Disteso come lenzuolo al sole,con vista dalla mia tribuna stampa. La solitudine dell'ala destra.Una metafora,un dinoccolante andare lungo la linea laterale. Lontano dal centro del gioco,quasi fermo ad aspettare un pallone,per poi correre,correre,correre....Quanti ali destre ci sono oggi .Tante,troppi ali destre in solitudine.
Ai margini del campo,persone che hanno spezzato cuori ed illusioni,che fuggono ,che non ascoltano più canzoni,che rubano attimi.La solitudine dell'ala destra ha i colori di chi non lavora,di chi cade e si rialza ,di chi ha l'anima macchiata,di chi si comprime nell'oblio dei tempi.Fermi a pensare, a guardare scorrere il pallone a centrocampo.Correndo lungo la linea laterale per accarezzarne il cuoio con le scarpette e cercare di rilanciarlo al centro.La solitudine dell'ala destra è nelle notti confuse e abbandonate,nelle panchine dei clochard,nelle stanze isolate del sesso.Fuori dal fulcro del gioco,dei tempi veloci,delle immagini colorate .
Non sarà una partita da giocare su terreni di erba verde,da scrivere in note di cronaca nei block notes.E' la gara dei sogni ,delle illusioni e delle realtà ,in questa lunghissima partita dove ci sono vincitori e vinti,ma anche equilibri instabili.Una voce risuona nella mente,un triplice fischio che chiude i tempi.La nostra partita continua,anni su anni,pagine,libri ed immagini,tutti corrono verso un pallone colorato chiamato desiderio,mentre è sempre là,accanto la linea laterale ad aspettare...
...in solitudine l'ala destra.....

mercoledì 4 novembre 2009

La corda al collo.Diverse ribalte mediatiche per chi si toglie la vita...

Stanze vuote,corridoi bui,discesa ll'inferno dal lato sbagliato della vita.Il presente è tutto in uno spazio stretto,il passato è fatto di omicidi,inseriti nella criminalità o dipinti di terrorismo ideologico.Il futuro è come un numero da giocare nella roulette del tempo.L'abbandonare la vita è sempre doloroso,senza marchi,sono anime che vagano ,che scappano via dalla terra,aggrappate ad una corda,a lenzuoli strappati,saltati nel vuoto.In questi giorni i titoli dei giornali si popolano delle notizie del suicidio di Diana Blefari Melazzi,il solito coro di opinioni che inneggiano alla morte annunciata perchè terrorista rossa e brigatista,alle cure non prestate per il suo "essere" politico.Dibattiti sulla vita nelle carceri,sovraffollamento,c
ondizioni psicologiche e fisiche da accertare,come sempre va in scena il carrozzone dei "lo avevo previsto""è una vergogna".Bisognerebbe pensare ai problemi della detenzione e del disagio sempre e non solo quando in carcere la gente arriva all'estremo gesto del suiidio.Francesco Gozzi aveva cinquantadue anni,ergastolano,detenuto da 41 bis,tre giorni prima della "brigatista" Diana Blefari Melazzi,si impicca in cella.Anche lui con una lunga striscia di vita trascorsa tra agguati,estorsioni,bassa criminalità,'ndrangheta,omicidi.Comunque un uomo,una persona,macchiato da un passato dalla parte sbagliata della società.Di lui non abbiamo letto nulla,nelle prime pagine dei giornali,nella tv,sul web.E' troppo diverso dalla Blefari,in fondo chi era? Un appartenente alla 'ndrangheta,un killer,vuoi mettere con la spinta ideologica che muove la mano nelle armi dei Brigatisti? Esistono ribalte differenti,stessa conclusione di una storia,ma il colore politico e gli "opinion makers" sono sempre là a cogliere le notizie e lanciarle nell'arena mediatica,come preda da cacciare con commenti ed opinioni.
E' sempre così,una identità,un marchio resta sempre impresso in un uomo:rumeno,negro,mafioso,fascista...a volte un marchio è solo in una direzione,dimenticando che la dignità umana non ha colore,sesso,religione,ma le notizie che fanno audience e vendita sono sempre dipinte da particolari colori...
Non resta che pensare a Diana Blefari Melazzi e Francesco Gozzi,come vittime stritolate dal loro passato e dall'inciviltà della detenzione che non riabilita,ma che annulla la persona,la dignità..
Ci saranno altre Diana e Francesco,ma tutto scorrerà sempre a tempo di spot .


giovedì 22 ottobre 2009

Strade.A3,il reality game degli automobilisti,tra musica e pensieri sparsi.On the road again..

Cielo grigio stamattina,british style si potrebbe pensare,il sole è andato a fare un giro verso altre parti del mondo,ma il vento di scirocco restituisce la dimensione mediterranea…fa caldo.L’interno dell’auto è un sollievo fatto di sedili in pelle, freschi,nonostante la climatizzazione il mio coupè è affezionato ai ritmi delle stagioni,caldo d’estate e freddo in inverno.Vado verso nord ,verso un incontro a quarantacinque chilometri dalla mia partenza.A3 Salerno – Reggio Calabria,una sigla ed un tragitto ormai famoso,per il suo scommettere sui tempi di percorrenza,sulle abilità del guidatore,sulla fortuna dei camion che ti precedono,sulle deviazioni.Un vero reality game per automobilisti,dove è in palio la sopravvivenza ,come un test psicologico dove la pazienza e la sopportazione vince sempre.Alla mia sinistra c’è uno dei panorami più belli del mondo,lo stretto di Messina,il mio abitacolo è chiuso nella musica,per tanti l’auto diventa un microcosmo da vivere,una zona franca della privacy.On the road,le striscie bianche ad intermittenza mi dicono che puoi superare,ma oggi ho ritmi sudamericani in me,ritmi lenti,voglio guardarmi intorno.Vedo cemento,cantieri,gallerie sventrate in costruzione,montagne trafitte dall’ingegneria umana,costoni di montagna rosicchiati dalle ruspe per diventare cave.”Work in progress” ,lavori in corso,una sola corsia ,doppio senso di marcia,ma la musica inonda la mia auto…Continuo verso nord,un cassone ed un telo blu su un camion sono il mio orizzonte ! Gallerie,gimkane saltando tra una corsia ed un altra…La musica va.Nelle solite canzoni rimane lo spazio per superare i luoghi in cui sei,ti concentri sulla strada ,la tua visione è centrale non totalizzante.Chilometri e chilometri,non tanti…Gioia Tauro,indica l’uscita e percorro la strada statale.Il cielo è grigio,file di persone davanti all’ufficio di collocamento,file di speranze targate 3.200 € annue per i disoccupati,più in là ai lati della strada fratelli di altro colore aspettano il lavoro a giornata.Sono arrivato,nel mio incontro di oggi parliamo di promozione,di strategie,raccontiamo pezzi di vita vissute e tra cornetto e caffè ci abbandoniamo al destino.Un euro di ” Win for Life” ,l’ultima giostra dei sogni milionari !
Ritorno.La strada è sempre uguale,alzo il ritmo e l’accelleratore,la mia musica è sempre con me,canzoni italiane stamattina,la mente vaga,ma i miei occhi no.I soliti viadotti,il solito camion davanti a me,cantieri,giubbotti arancioni di operai,che ogni tanto volano via come birilli con le loro vite.
L’autostrada è in rifacimento,cemento su cemento,ma alla mia destra dopo la galleria si baciano galeotte,in panorama da urlo, Calabria e Sicilia,con i vecchi piloni dell’energia elettrica che nelle diverse sponde,sono come fiori donati tra loro…
Il mio mare è più giù,è sotto di me,il mio mare che non luccica di pesce spada,che in altri luoghi verso sud e nord nasconde segreti .
Ritorno a casa ,guardo l’altro late del mare.Una notizia giorni fa si diffondeva su stampa ,radio e tv: “A dicembre 2009 inizieranno i lavori del Ponte sullo Stretto “.
Ripensandoci abbozzo un sorriso.Correte gente,correte,si aprono le liste di collocamento della Mafia..
La strada verso casa mia si colora di bimbi usciti da scuola ed io sono ” On the road again”….

lunedì 19 ottobre 2009

Scritti su carta....

L'odore della carta si perde nelle stanze,sembra essere un profumo perduto.Scaffali,librerie,giornali,quaderni,diari,tutto rimane fermo nel tempo e nello spazio.Parole,fotografie,disegni.Come le idee improvvise in qualche parte del mondo,acquarelli abbozzati o progetti che iniziano,liste di cose da fare. Quando la mente vaga e leggi su un foglio di carta,impresso dall'acqua ".... volando leggere con l'aiuto del vento,le foglie dorate annunciano l'autunno,incorreggibili e birichine si rincorrono sui prati..." .Qualcuno è passato da li ed ha lasciato su carta un pensiero.A volte nelle giornate c'è un attimo,il momento che mi porta a lasciare tracce di me con lo scrivere.L'inchiostro disegna traiettorie,su pezzi di carta che trovi.Può essere un foglio bianco,lo spazio non scritto della pubblicità su un quotidiano,un fazzoletto di carta,un tovaglionino colorato del bar.Rimane impresso un pensiero,una frase,tanti frasi,potrebbe essere una canzone o una dolce sinfonia,invece è solo una parte di noi che rimane impressa nel tempo.Su un foglio di carta che non scolora,che nessun virus elettronico cancellerà.....


giovedì 15 ottobre 2009

Venditti ,la Calabria,parole tra un sopravvissuto alle canzoni ed tra i "qui si campa d'aria".

Parole,titoli,video,prime pagine di giornali ,non mancano gli spunti ed i commenti.Antonello Venditti e la Calabria,mai argomento fu di tanto interesse sociologico,di indignazione popolare,di sommovimenti di social network.Frasi sparse e senza senso, in un concerto delll'estate 2008 in Sicilia,forse quando non c'è più nulla di creativo da decenni ed alla musica si sostituiscono i sermoni.Guai a chi regala sermoni,a chi usa la retorica,che arte fu di comunicazione nell'antica Roma.Antonello Venditti parla di una Calabria che non dovrebbe esistere e si rivolge a Dio,narra di uno studente reggino che su una nave va in Sicilia leggendo un giornale ed afferma-parole del cantautore romano-che li,solo li esiste cultura.Parole sparse,parole sbagliate,parole che si ripetono come le retoriche retrospettive "rosse " nelle sue canzoni da "Modena" ancora a "Caro Enrico" o "Comunisti al sole"...Ma il bello della storia deve arrivare.Venditti diventa il " male assoluto",ha sbagliato a pronunciare quelle frasi e crea intorno a se uno strano amalgamarsi delle coscienze.
Un trasversalismo mai visto,associazioni,sindaci,onorevoli,comuni,liberi cittadini,tutti contro di lui.La difesa del cantautore è ancora più "fregnona" .."Io amo la Calabria,le frasi sono state estrapolate è un vecchio concerto del 2008.." Cosa accade adesso ?
Si ribaltano i ruoli con la mediazione di giornalisti è siglata la pace con il "mio" sindaco di Reggio Scopelliti-candidato a governatore della Calabria per il PDL- strette di mano,tarallucci e vino di Tramontana e la promessa di Antonello Venditti di venire in città per un intervista pubblica mediata da Pierluigi Diaco .
Non finisce qui.La farsa continua,il sindaco di Reggio ha sancito la pace che teneva sospesi milioni di calabresi ed il governatore della regione Don Agazio Loiero .anima clientelare scudocrociata- che fa ?
E' anche lui a Roma e stringe la mano al cantautore,siamo tutti contenti.E' bello,"peace and love" .Il mio pensiero vaga sulla fine di questa storia .Grande operazione di marketing! Antonello Venditti da "demone" ,ormai pensionato della creatività e della musica,diventa testimonial della Regione Calabria, tirato per la giacca dai politici.Bella visibilità,escono in due vincenti:Venditti che si scusa e tende la mano,Scopelliti che incassa un incontro spot con Diaco e il cantautore a Reggio Calabria.Don Agazio Loiero è sempre ancora più goffo e scivola dagli specchi in cui cerca di arrampicarsi.Che bella storia !
Federica Monteleone,Natale De Grazia,Antonino Scopelliti,Gianluca Congiusta,si rivoltano nell'aldilà...
Ndrangheta,sanità allo sfasco,ecomafie,disoccupazione,rifiuti tossici,clientelismo,comunicazione giornalistica votata alle agenzie pubblicitarie,abusivismo,A3,SS 106,SS118...
Qua si campa d'aria....



mercoledì 14 ottobre 2009

IL BALCONE VISTA MARE

Il cielo è terso a quest'ora in cui si sposano sera ed inizio di notte,sono appoggiato dove vissi porzioni di tempo che sono slow motion della vita.Ognuno di noi ha il suo luogo segreto,dove raccogliere le interiorità,dove ritrovare spazi di se. Il mio balcone è li,in fondo al viale .Balcone con vista sul mare ,ad inizio discesa,alla sinistra alla fine della strada le saracinesche abbattute dai palloni.Rumori sordi e adolescenti,accompagnati da corse ,calci piazzati,sorrisi rubati ai libri di scuola. E noi là a vivere di storie di canzoni,di radio accese e novantesimi minuti e partite di pallone alla domenica mattina. L'aria è bella stasera,mi piace dominare il cielo con lo sguardo.Di fronte un palazzo con le mura che scolorano,al mio fianco le luci oltre il mare del mio sud accanto.Si addormenta e si risveglia con il vento e le onde ,stasera piccole vite perse sono ritornate dal fango,in questo giorno che batte il tempo di tragedie andate.Aggrappato ai miei ultimi sogni,rilasso il mio sguardo nell'orizzonte che guardai.Le luci sono sempre uguali oltre la riva ,io cambio sospinto dal vento e dalle onde del mare,che sono come pezzi di vetro che si disperdono in tante parti del mondo.


martedì 13 ottobre 2009

IL TEMPO DI UNA CANZONE


Si diffonde , invade le strade,le case,non ha ostacoli ,non ha luoghi .Fermi ad aspettare il trascorrere del giorno,di corsa sulla giostra della vita ,come suono di carillon danzante . Immagini riflesse che si fermano,ripartono e girano intorno ai pensieri. Fogli di giornali ,libri e quaderni scoloriti dal sole delle estati,foglie di albero cadute che baciano i marciapiedi ,fumi di caldarroste d’ottobre .Tutto intorno si trasforma ,guardi fuori e vedi davanzali di vento ,con i panni stesi al sole che si abbracciano alle ringhiere dei balconi ,ritmi lenti d’autunno.
Sorridi ,scendi le scale e camminando nei mercati i colori delle spezie sono come tele distese.Tessuti indiani,piccoli oggetti di giada ,frutti di stagione e i rumori…i passi della gente,gli sguardi malandrini. Si diffonde,invade le strade,le case,non ha ostacoli,non ha luoghi.E’ tutto il tempo di una canzone.....